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Ci sono luoghi che non si attraversano soltanto.
Ti attraversano.
Il Salento è uno di questi.
È pietra, luce, memoria e futuro.
È Oriente e Occidente che si incontrano.
È la storia di uomini e donne che nei secoli hanno costruito comunità, accoglienza, cura, bellezza.
Quando ho iniziato a immaginare il mio anno di Presidenza Rotary, non ho pensato a un semplice calendario di eventi.
Ho immaginato un’esperienza.
Un percorso.
Una visione.
Ho immaginato un Rotary capace di parlare alle persone in modo nuovo.
Più umano.
Più contemporaneo.
Più vicino al territorio, ai giovani, alle scuole, alle associazioni, ai cittadini.
Un Rotary che non organizzi soltanto incontri, ma generi emozioni, idee, connessioni, partecipazione.
Per questo il motto dell’anno sarà: MEMORIA • CURA • FUTURO
Tre parole che raccontano un modo diverso di guardare il presente senza dimenticare da dove veniamo e senza smettere di costruire ciò che potremmo diventare.
Il filo conduttore dell’intero anno sarà il tema della cura, ispirato anche al pensiero francescano della “Laudato Si'”: la cura delle persone, della memoria, del territorio, delle relazioni, della bellezza che ci è stata affidata.
Il tema generale del programma sarà:
“Il Salento medievale tra radici storiche, arte, solidarietà, innovazione e prospettive future”
Un viaggio dentro l’anima profonda della nostra terra, che ci porterà a riflettere su identità, cultura, economia, pace, ambiente, innovazione, spiritualità e nuove tecnologie.
Parleremo di cripte, abbazie, basiliche, ordini cavallereschi, vie di pellegrinaggio, Mediterraneo, ospitalità e nascita della sanità.
Ma parleremo anche di intelligenza artificiale, comunicazione digitale, nuove forme di conoscenza, etica contemporanea e futuro.
Perché il passato non deve essere contemplato come qualcosa di fermo e distante.
Deve diventare uno strumento per leggere meglio il nostro tempo.
Uno dei progetti simbolo dell’anno sarà:
“Vestire la Memoria – Il Salento che si indossa”
Un progetto che proverà a trasformare simboli, arte e memoria del territorio in linguaggio contemporaneo, mettendo insieme cultura, creatività, identità e innovazione.
Ci saranno eventi culturali, momenti musicali, service, incontri, convivialità, esperienze immersive, viaggi sociali e iniziative aperte al territorio.
Il 18 luglio vivremo “Rosso d’Otranto”, la festa d’estate del Club. Una notte mediterranea fatta di musica, atmosfere, energia e solidarietà, il cui ricavato sarà destinato al progetto “Social Aut”, dedicato all’inclusione e alla socializzazione dei ragazzi con autismo.
Nel periodo natalizio proporremo “Sonata d’Amore”, un intenso incontro tra musica e parola dedicato alla storia umana e artistica di Clara e Robert Schumann, interpretato dal Maestro Luigi Fracasso e dall’attore Giuseppe Semeraro.
Particolare attenzione sarà dedicata anche ai service e alla valorizzazione concreta del patrimonio identitario del territorio, con il progetto di restauro del gruppo scultoreo di San Michele Arcangelo custodito presso il Museo Civico “Pietro Cavoti” di Galatina e il recupero del “Calvario” del Santuario Madonna della Luce.
Perché crediamo che anche la tutela della memoria possa essere un gesto di servizio.
Grande attenzione sarà rivolta ai giovani e al mondo della scuola.
Non come semplice pubblico da invitare agli eventi, ma come parte viva del progetto.
Ci saranno percorsi dedicati ai temi dell’etica, della legalità, della cittadinanza consapevole e della responsabilità sociale, attraverso iniziative capaci di coinvolgere attivamente studenti e istituti scolastici in esperienze creative, formative e partecipative.
Vorrei che questo anno rotariano diventasse uno spazio di dialogo reale tra generazioni, competenze e sensibilità diverse.
Un luogo dove studenti, docenti, dirigenti scolastici, professionisti, associazioni e cittadini possano sentirsi coinvolti, ascoltati, protagonisti.
Anche il modo di comunicare dovrà cambiare.
Il Rotary oggi non può limitarsi ai linguaggi tradizionali.
Dobbiamo imparare a raccontare la cultura e il servizio con strumenti contemporanei, attraverso video, reel, contenuti digitali, nuove forme narrative e modalità comunicative più vicine alle giovani generazioni.
Per questo l’intero anno sarà accompagnato da una linea comunicativa moderna, emozionale e immersiva, capace di unire profondità e immediatezza, identità e innovazione.
Vorrei un Rotary capace di emozionare senza perdere autorevolezza.
Capace di parlare di cultura senza diventare distante.
Capace di creare comunità.
Non un club chiuso.
Ma una casa aperta di idee, relazioni, bellezza e servizio.
Questo sarà un anno costruito insieme ai soci, al Rotaract, alle associazioni, alle scuole, alle istituzioni e a tutte le persone che vorranno condividere questo cammino.
Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di luoghi che uniscano e non dividano.
Di persone che costruiscano ponti.
Di comunità che sappiano ancora custodire umanità, cultura e speranza.
E forse, in fondo, il senso più autentico di questo anno sarà proprio questo: ricordarci che il futuro non si aspetta.
Si costruisce.
Insieme.


















