Progetto “Prendersi Cura”, voce ai coach Sara Pugliese e Matteo Falangone di FIT ONE Training Studio

  • 12 Settembre 2026
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“Prendersi Cura” è il titolo del nuovo progetto dedicato alla promozione del benessere della persona, alla diffusione di una più consapevole cultura della prevenzione e presentato nei giorni scorsi dal Rotary Club Galatina Maglie Terre d’Otranto.

Il messaggio che intendono promuovere gli organizzatori è quello di prendersi cura di sé, imparando ad ascoltare il proprio corpo, riconoscere i segnali della propria mente, comprendere i propri bisogni e migliorare la qualità della vita. Il progetto, che si sviluppa in tre tappe, è realizzato in collaborazione con il Rotaract Club Galatina Maglie Terre d’Otranto, Nova Mentis – Centro di Psicologia e Neuroscienze, FIT ONE Training Studio. Quest’ultimo è diretto dai coach Sara Pugliese e Matteo Falangone. A loro abbiamo rivolto qualche domanda.

Perché avete scelto il movimento come primo gesto di cura verso sé stessi?
“Perché il corpo è il primo punto di contatto con noi stessi. Attraverso il movimento impariamo ad ascoltare il corpo, a riconoscere i suoi segnali e a prendercene cura, senza viverlo solo come uno strumento da allenare o migliorare”.

Che cosa vivrà concretamente una persona durante l’incontro a FIT ONE Training Studio?
“Sarà un’ora dedicata all’ascolto e alla consapevolezza del corpo. Lavoreremo su respirazione, mobilità, postura e movimento, attraverso esercizi semplici e accessibili. L’obiettivo è far sperimentare un modo diverso e più consapevole di stare nel proprio corpo”.

È necessario essere allenati o frequentare una palestra per partecipare, oppure il percorso è pensato anche per chi normalmente fa poca o nessuna attività fisica?
“Assolutamente no. Il percorso è pensato per tutti, anche per chi non pratica attività fisica abitualmente. Ogni esercizio può essere adattato alle proprie capacità e al proprio livello di esperienza”.

Avete scelto di lavorare con gruppi piccoli. Quanto è importante, in un’esperienza di questo tipo, poter seguire la persona e aiutarla ad ascoltare respirazione, postura, percezione del corpo e movimento?
“È fondamentale. Un gruppo piccolo permette di prestare maggiore attenzione a ogni persona, accompagnandola nell’ascolto della respirazione, della postura e delle sensazioni corporee. In questo modo l’esperienza diventa più personale e consapevole”.

Sara, il tuo ruolo non si conclude con gli incontri a FIT ONE Training Studio: sarai presente anche nella tappa con lo psicologo e psicoterapeuta Gabriele Ciccarese e successivamente in quella con la nutrizionista Francesca Liguori. Perché questa scelta e quale filo lega movimento, mente e alimentazione?
“Perché il benessere non può essere considerato a compartimenti stagni. Movimento, mente e alimentazione dialogano continuamente tra loro. Il mio ruolo è creare un filo conduttore tra queste dimensioni e accompagnare la persona in un percorso realmente integrato”.

Siamo abituati a parlare separatamente di attività fisica, benessere psicologico e alimentazione. Che cosa cambia quando, invece, cominciamo a considerarli come dimensioni della stessa persona?
“Cambia innanzitutto il nostro modo di prenderci cura di noi stessi, smettiamo di pensare al benessere come a singoli obiettivi e iniziamo a considerarlo come un equilibrio complessivo. Corpo, mente e alimentazione si influenzano a vicenda”.

Il titolo del progetto è “Prendersi Cura”. Nella vostra esperienza professionale, qual è l’errore che facciamo più spesso quando pensiamo di prenderci cura di noi stessi?
“L’errore più comune è pensare che prenderci cura di noi stessi significhi aggiungere qualcosa alla nostra lista di cose da fare: allenarci di più, mangiare meglio, essere più produttivi, dormire di più. Trasformiamo anche la cura in una prestazione. In realtà, prendersi cura significa prima di tutto fermarsi e ascoltarsi, senza giudizio, per capire di cosa abbiamo davvero bisogno in quel momento. Non sempre serve fare di più, a volte serve semplicemente imparare ad ascoltare meglio”.

Alla fine dell’intero percorso, se ciascun partecipante dovesse portare con sé una sola nuova consapevolezza o un piccolo gesto da introdurre nella propria quotidianità, quale vorreste che fosse?
“Vorremmo che scoprissero che prendersi cura di sé non richiede necessariamente grandi cambiamenti. A volte basta fermarsi qualche minuto, respirare, ascoltare il proprio corpo e scegliere consapevolmente un piccolo gesto di benessere ogni giorno”.

Vuoi scoprire di più sul progetto “Prendersi Cura”? Leggi il programma.